image la scuola e bella
Durante la notte dello scorso 6 Marzo tre ragazzi di 13, 14 e 17 anni devastano i locali della scuola primaria statale “Marconi” di Cadelbosco Sotto (RE) rubando una decina di computer e danneggiando in modo grave l’istituto. Vetri rotti, muri e pavimenti imbrattati con i toner delle stampanti e gli estintori, aule a soqquadro e Lim prese a martellate. “Non hanno detto perché lo hanno fatto, ma probabilmente per noia” ha dichiarato in conferenza stampa il comandate provinciale dell’Arma. Genitori e insegnanti si sono messi subito al lavoro per ripulire tutto e permettere ai ragazzi di tornare a scuola. I danni ammontano a 15.000,00 euro. Una mamma della scuola paritaria “Carovana” di Modena legge la notizia dei fatti accaduti insieme ai figli, e davanti alle immagini di devastazione, ma anche alla notizia dei genitori che subito si sono dati da fare, nasce il desiderio di contribuire in qualche modo. La mamma scrive questa lettera ad un genitore membro del CdA della scuola.

“Ieri ho appreso la notizia del fatto accaduto alla scuola elementare di Cadelbosco. Un fatto gravissimo di per sé e ancora più oggi che sappiamo che a compierlo sono stati dei ragazzini di 13/14 e 17 anni, insomma i nostri figli tra poco. Il motivo di tanta violenza e accanimento? La noia. Non frequentavano quella scuola, non avevano motivi di odio, niente di tutto questo, avevano il problema di annoiarsi durante un fine settimana e hanno scelto un posto a caso. Però quel posto, la scuola, non è uno come tanti altri, la scuola per me e per i miei figli è come una seconda casa, un luogo di bellezza, di accoglienza, di sicurezza. Con i bimbi abbiamo guardato le immagini e ci siamo immedesimati perché quella poteva essere la nostra scuola, anzi è come se fosse anche nostra perché il desiderio di curarla da parte dei genitori è lo stesso che muove noi. Stamattina ho sentito al Tg che stanno già ripulendo tutto ma che avendo subito danni per 15.000 euro si dovrà fare una raccolta fondi... e subito ho desiderato aiutarli, esserci! La modalità che mi è venuta in mente è di partecipare alla raccolta fondi anche con un piccolo contributo da parte della nostra scuola coinvolgendo naturalmente i bambini che sono sicura sarebbero tutti felici di partecipare.”

Essendo in corso l’organizzazione della festa di fine anno, la scuola “Carovana” decide di devolvere il ricavato del banco libri alla scuola statale devastata, e cominciano ad accadere una serie di imprevisti:
Contattato il Preside, che accoglie con entusiasmo la proposta di donazione, si organizza una prima “spedizione” di genitori a Cadelbosco per conoscere i genitori e gli insegnanti che si erano attivati subito per ripulire la scuola e per invitarli alla festa di fine anno della “Carovana”. Arrivati sul posto, ad accogliere la piccola delegazione c’erano anche il Sindaco (nonché mamma di un bimbo della scuola), una decina di insegnanti, la presidente dell’attivissimo Comitato Genitori, il Preside. Era stato preparato anche un ricco buffet di benvenuto a questi ospiti sconosciuti di una scuola di altra provincia.

Nasce subito una grande amicizia, scoprendosi tutti uniti dallo stesso desiderio di bene e di bello a scuola per i propri figli. Dopo una mattinata insieme, ci si dà appuntamento a Modena alla festa.
La festa a Modena è un’altra tappa di questa storia, ed è l’occasione per conoscersi meglio anche tra docenti, oltre che tra genitori. Infatti, chiacchierando davanti ad un bicchiere di lambrusco e un piatto di tortelloni, nasce l’idea di organizzare un momento di formazione e aggiornamento congiunto per i docenti delle due scuole. Detto e fatto.

Alla ripresa dell’anno scolastico, il 6 settembre arrivano a Modena circa una ventina di insegnanti di Cadelbosco, accompagnati dal Preside, prima a vedere la bellezza del Duomo, poi alla “Carovana” per iniziare insieme ai docenti della paritaria un corso di formazione sulla valutazione.
Al termine, nella mensa della scuola, una cinquantina di insegnanti coi loro dirigenti consuma un delizioso pranzo offerto dalla “Carovana” agli ospiti per suggellare una nuova amicizia ed una proficua collaborazione di questa rete di scuole “sui generis”.
Una giornata indimenticabile, un muro di estraneità abbattuto, l’inizio della costruzione di un ponte tra realtà educative che qualcuno vorrebbe incompatibili.


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